L’imprenditore può essere definito “pericoloso” e subire le conseguenze delle misure di prevenzione previste dal Titolo VIII del Codice Penale.

 

Con un’interessante pronuncia depositata ieri, 28 marzo 2019, la Corte di Cassazione ha annullato, con rinvio, la decisione della Corte di Appello di Torino che, a conferma della statuizione del Giudice di primo grado, aveva negato l’applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, richiesta dal Questore, all’imprenditore già oggetto di condanne per reati fiscali.

Gli Ermellini hanno sottolineato come, ogniqualvolta un soggetto applichi, alla gestione della propria azienda il modus operandi della re-immissioni nell’attività stessa di capitali di illecita provenienza, meriti di esser colpito sia dalla misura di prevenzione in parola che da quella patrimoniale della confisca dei beni.

La dedizione, infatti, a continue evasioni fiscali denota secondo i Giudici della Cassazione quella pericolosità sociale che diventa presupposto sufficiente all’applicazione della misura di prevenzione.

 

Clicca qui per scaricare la sentenza