Commette anche il reato di autoriciclaggio l’imprenditore che utilizzi il denaro “sottratto” ai propri dipendenti per pagare (ad alcuni di loro) provvigioni in nero.
Con una recente sentenza, depositata giovedì 7 giugno scorso, la Corte di Cassazione ha affermato la sussistenza del grave reato di auto-riciclaggio in capo all’imprenditore che costringa i dipendenti ad accettare una riduzione di retribuzione (condotta già di per sé costituente il reato di estorsione) ed utilizzi, poi, il denaro così risparmiato per pagare provvigioni (in nero) ad alcuni dei propri venditori o dipendenti di maggior fiducia.