Il dirigente del servizio viabilità può rispondere di omicidio colposo dovuto ad incidente stradale verificatosi nel tratto di strada di competenza del suo ufficio.
La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di non luogo a procedere, emessa dal Gup del Tribunale di Lecce, nell’ambito di un procedimento penale a carico di un dirigente del servizio di viabilità imputato di omicidio colposo. L’accusa era non aver gestito correttamente il tratto di strada dove, a seguito di incidente, erano decedute tre persone. L’auto sulla quale erano a bordo le vittime, dopo aver sbandato, era uscita dalla carreggiata andando a collidere contro un ulivo secolare. Ove, secondo l’accusa, l’albero fosse stato adeguatamente protetto, il fatto non si sarebbe verificato. Secondo il Giudice, invece, non v’era prova che l’imputato fosse a conoscenza dei pericoli di quel tratto stradale e, visti i soli direttivo-organizzativi propri del suo ruolo, non avrebbe potuto comunque intervenire in assenza di una segnalazione mirata da parte dei capo cantonieri.
In vero, secondo la Corte, il Giudice a quo avrebbe operato una valutazione di merito anticipando quella verifica dell’innocenza-colpevolezza dell’imputato che esulerebbe dalla sua competenza di Giudice dell’Udienza Preliminare. Da qui, l’annullamento della sentenza ed il rinvio per un nuovo esame: ora il dirigente rischia di dover affrontare un processo con l’accusa di omicidio colposo.