Merita la “condizionale” il dipendente condannato per truffa aggravata, ai danni del datore di lavoro, che si allontani per pochi minuti dal posto di lavoro.
La Corte di Cassazione torna a giudicare i “furbetti del cartellino” avallando, questa volta, la decisione del Tribunale territoriale di definire penalmente irrilevanti le assenze del lavoratore inferiori ai 20 minuti, in quanto il danno subito dal datore di lavoro non può ritenersi economicamente apprezzabile.
Nel caso in esame, la Corte ha concesso la sospensione condizionale della pena irrogata all’imputata per quelle assenze di durata superiore al limite sopra indicato, negata in primo grado: la ridotta gravità dei fatti, definiti dal Tribunale “semplici leggerezze”, ben avrebbe potuto suggerire la concessione del beneficio in parola, vista anche l’età dell’imputata, 71enne al momento della pronuncia della condanna di primo grado.