Incidente mortale sul campo da calcio: la posizione di garanzia del parroco.

Il processo origina dall’esito infausto di un incidente occorso ad un minore che, appesosi alla traversa della porta (non fissata a terra) del campetto da calcio parrocchiale, ne causava il ribaltamento restandone schiacciato. Secondo la Corte di Appello di Roma il parroco, titolare di una posizione di garanzia, avrebbe dovuto vigilare affinchè, assenti le condizioni di sicurezza, nessuno accedesse al campo. La prevedibilità, poi, del comportamento tenuto dal minore, giustificava la pronuncia di condanna emessa dall’Autorità citata.

Ricorrendo in Cassazione, l’imputato otteneva, però, l’annullamento della sentenza di condanna, sulla scorta del mancato accertamento (in sede di merito) delle posizioni di garanzia ricoperte sia dal vice parroco, incaricato della gestione dell’area ricreativa della parrocchia, che dal comitato organizzatore della festa patronale (appena celebratasi), responsabile della rimozione delle porte ed obbligato a vigilare sul campo sino a che queste non fossero state nuovamente fissate.

Secondo la Corte di Cassazione (sentenza emessa dalla Sez. IV Penale, n. 19029/’17), in tema di reati omissivi colposi, la posizione di garanzia – generabile da investitura formale o dall’esercizio di fatto delle funzioni tipiche delle diverse figure di garante – deve essere individuata accertando, in concreto, l’effettiva titolarità del potere/dovere di gestione della fonte di pericolo, alla luce delle specifiche circostanze in cui si è verificato il sinistro. Pertanto, stante l’esistenza di almeno due (ulteriori) posizioni di garanzia (ricoperte dal vice parroco e dal comitato organizzatore) non potrebbe pervenirsi ad una sentenza di condanna in assenza di una chiara ed esaustiva valutazione di quelli che, al momento dell’incidente, erano i poteri di gestione e disposizione dell’area ricreativa ricomprendente il campetto da calcio.

A seguito dell’annullamento della sentenza di condanna voluto dalla Corte di Cassazione si celebrerà un nuovo giudizio: il fascicolo, infatti, è stato rinviato ad altra sezione della stessa Corte territoriale ed ora è in attesa di fissazione d’udienza.