Commette reato il medico dell’Asl che utilizzi un sigillo contraffatto della Regione
E’ stato ritenuto colpevole dei reati previsti dagli artt. 469 c.p., dal titolo “Contraffazione delle impronte di una pubblica autenticazione”, e 482 c.p., intestato “Falsità materiale commessa dal privato”, il medico assunto dall’Asl locale che, non avendo ancora ricevuta l’autorizzazione da parte della Regione, effettui visite medico-sportive utilizzando un “timbro” falso.
L’essersi giustificato, al cospetto del Giudice, con la difficoltà/impossibilità di attendere i lunghi tempi della burocrazia, non gli ha certo consentito di ottenere una sentenza assolutoria (come invocato dalla difesa) per carenza dell’elemento soggettivo. Anzi: l’aver contraffatto il sigillo dimostra appieno la sua consapevolezza circa l’assenza di un’autorizzazione ufficiale all’esercizio dell’attività professionale.
Da qui, la condanna in sede penale e un nuovo contenzioso (a suo carico e svantaggio) in sede amministrativa.
Clicca qui per scarica la sentenza