Il marito che utilizzi le credenziali in suo possesso per accedere al conto corrente on line intestato alla moglie commette il reato previsto dall’art. 615 ter c.p..

Neppure la separazione in corso giustifica il marito che decida di accedere al conto corrente on line della moglie per acquisire dati da produrre in giudizio.

La Corte di Cassazione, con decisione depositata ieri, ha infatti confermato la condanna del ricorrente per il reato previsto dall’art. 615 ter c.p. (accesso abusivo al sistema informatico della banca), censurando la tesi difensiva volta a veder riconosciuta, ed applicata, la causa di giustificazione disciplinata dall’art. 51 c.p., dal titolo “Esercizio di un diritto”.

Questa norma, secondo i Giudici di legittimità, non può arrivare a “scriminare” un’indebita intromissione nella sfera di riservatezza del coniuge (benchè controparte nel processo di separazione). Da qui, la conferma della pronuncia di merito e la condanna del ricorrente al pagamento di una somma in favore della Cassa delle Ammende.

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